NUOVO PARCO DIVERTIMENTI BUNKER MUSEUM
Un ex centro segreto di spionaggio dell’armata rossa usato per le comunicazioni in caso di attacco nucleare, oggi è diventato un parco divertimenti della falce e martello. Un “bunker museum” stile guerra fredda. Certamente lo stile non poteva che essere perfetto poiché si tratta di un autentico vero bunker, operante fino al 1991 situato a 30 km. da Vilnius, capitale della Lithuania. L’atmosfera è quella cupa della cortina di ferro, impregnata dell’energia di terrore che l’ex impero sovietico incuteva, specialmente durante gli interrogatori degli uomini del KGB. Per svariati motivi che possiamo immaginare, il "tour" è vietato ai minori di 16 anni e agli anziani, inoltre è sconsigliato a chi soffre di cuore, di epilessia, d’asma, di claustrofobia e di attacchi di panico. A rafforzare l’ambiente austero domina imperante l’immagine di Vladimir Lenin. Chi ama le emozioni forti, può quindi “interpretare sulla propria pelle” il ruolo di un cittadino con tutti i timori e le insicurezze di allora, vivendo il peso delle privazioni comuniste incluso un assaggio dell'annientamento dell’individualità. Appena arrivati, sarete spodestati di ogni cosa che vi appartiene, soldi macchine fotografiche telefoni cellulari ecc… spogliati dei vostri abiti e vestiti con quelli grigi dell’epoca con addosso ancora l’odore del più scadente orzo tostato che il regime faceva passare come “miglior surrogato di caffè”. Per due ore dimenticatevi di questo secolo poichè farete un tuffo a ritroso nel passato. Sarete accolti da un minaccioso pastore tedesco e da ufficiali e poliziotti Soviet in uniforme che per centoventi minuti si occuperanno costantemente di voi… In gruppi di 30 per volta, sarete ammanettati minacciati di venir drogati picchiati, prima interrogati e poi ridotti al silenzio e dopo aver indossato delle maschere antigas, obbligati a spintoni a correre dentro lunghi ed oscuri corridoi labirinto che finiscono a 5 metri sotto terra. http://www.reuters.com/news/video?videoId=74839&videoChannel=4
Insomma, un'eccitante esperienza che al nostro rientro potremo raccontare ad amici e parenti esibendo loro tanto di certificato con foto e maschera antigas, attestante l'aver vissuto nel bunker di Vilnius “una temporanea cittadinanza sovietica”.
Al di là del facile giudizio e delle energie dolorose che immagino respirino quei posti, non sarebbe il caso di cominciare a meditare sui nuovi paradisi del divertimento?

13 commenti:
Scritto da eric
1 febbraio 2008 8.26
Sono in ufficio. Il riscaldamento qui funziona benissimo, ma vi assicuro che la sensazione "gelida" che mi ha catturato leggendo questo post mi ha obbligato a rimettermi il maglione.
Ora capisco perchè la chiamano "guerra fredda"...
Paradiso del divertimento con annesse foto da mostrare ad amici e parenti? Mostruoso!
Io ricordo che da piccolo mi portarono a visitare le gallerie di Pietro Micca, storia sicuramente diversa, storia di un eroe e di una lotta per la libertà! Purtroppo però, anche quella storia, parlava di sofferenza e di dolore!
Io penso che rivisitare la storia per non dimenticare sia una cosa importante ma chiudersi in un bunker, privandosi della proprio identità suona quasi come una perversione!
Quante persone sono state uccise moralmente e fisicamente con la scusa di un pensiero politico, di un'ideologia o semplicemente perchè ritenute scomode? Io dico troppe...e meritano da parte nostra tutto il rispetto possibile e immaginabile.
Come già abbiamo detto nel post precedente di olocausti al mondo ne possiamo contare a migliaia e non serve essere esperti di storia...basta guardarsi intorno per rendersi conto che Dio continua a morire nei pensieri di odio della gente...comunismo, fascismo, apartheid...il risultato è sempre lo stesso!
Ci manca solo che all'uscita dal bunker qualcuno ti faccia una foto stile montagne russe (strano, sono russe anche quelle)...pensate che l'espressione del viso sia la stessa?
Povero mondo...c'è molto da meditare gente...
Un dubbio, si paga per questo "fantastico" tour nel passato?
Mitakuye Oyasin
Scritto da Leoxiana
1 febbraio 2008 11.29
Ciao Eric,
la risposta è sì, inoltre altri centri sono stati aperti. Da notizie che arrivano dalla pravda, pare che dal maggio 2007 un gruppo di imprenditori moscoviti abbiano trasformato anche l'ex bunker segreto di Stalin il "GO42" situato nel pieno centro di Mosca a 60 mt. di profondità, in zona divertimenti, con discoteca sala cinematografica bar ristorante ed in evidenza il "GO42" di Stalin in un bunker museum". Nei paesi dell’est pare si stiano specializzando nell'aprire discoteche all’avanguardia e zone varie di divertimento. E’ comprensibile che posti che per troppo tempo hanno subito soprusi a causa di regimi totalitari, desiderino buttarsi alle spalle tutto quel mondo di violenza e terrore, chissà... “forse” anche per esorcizzarlo un po’.
Per esempio: Vilnius è stata nominata per il 2009 "Capitale Europea della Cultura" e sta lavorando sodo per riuscire a rialzare la testa e riprendersi quella dignità che gli spetta di diritto. Ma come tutte le ribellioni alle dittature, la libertà provoca reazioni così forti che a volte finisce per gettare nel calderone un po' di tutto... sta sempre all'uomo usare il dono del discernimento per non finirci dentro anche lui...
Pace e bene a tutti.
Scritto da eric
1 febbraio 2008 11.54
Sicuramente il voler risorgere da un regime totalitario non può che creare una sensazione positiva! Non c'è dubbio...
Il problema nasce dal fatto che certi "orrori" andrebbero affrontati con cautela. Esorcizzare un periodo storico nero creando del benessere è sicuramente una soluzione valida a patto che non ci si lasci tutto, ma proprio tutto, alle spalle.
Mi spiego meglio. Se alle nuove generazioni non trasmettiamo il giusto valore di un ricordo storico, anche se drammatico, si può finire col cancellare definitivamente un passaggio importante dell'umanità sul quale riflettere.
Ecco che i ragazzini di oggi disegnano svastiche sui muri pur non conoscendone il significato...
E si ritorna sempre allo stesso punto, come dicevi tu leoxiana; sta sempre all'uomo discernere! Ogni cosa assume il valore di "giusta" o "sbagliata" solamente dopo l'intervento umano!
Riflettiamo, proprio per non essere come quelli che mettono tutto nel calderone e fanno di tutta l'erba un fascio...
Pace e Bene
Scritto da Anonimo
1 febbraio 2008 12.17
Gentile Eric,
mi ha colpito molto la seconda parte del suo primo commento riguardo gli olocausti. Concordo pienamente!!!
Invece non sono assolutamente d'accordo a proposito del "chiudersi in un bunker, privandosi della proprio identità suona quasi come una perversione!"
Questa analisi non corrisponde alla realtà, perché i visitatori sanno bene che si tratta di una simulazione.
Io vorrei che ci fossero altri posti come questi affinché i giovani possano rendersi conto di cosa erano certe realtà drammatiche. E se alla fine c'è un momento di festa, un dolcetto, una foto, ben venga: simboleggia la vita che continua, magari con un sorriso che "esorcizzi" un futuro analogo a quello appena rivissuto. Perché no?
Il "gioco" da sempre è il migliore modo per comunicare aspetti della realtà che altrimenti verrebbero rimossi anziché affrontati, soprattutto se gli argomenti in questione sono drammatici come questo. Meglio parlarne giocando (e i giochi sono costruttivi), piuttosto che tacere o ignorare quelle terribili realtà per timore di essere disturbati psicologicamente dal terrore che ne potrebbe scaturire.
Io non trovo giusto non aver informato i lettori che gli organizzatori del parco danno delle validissime motivazioni al loro operato,spiegando che ha un valore didattico.
Poi la descrizione di ciò che avviene in quel luogo è indubbiamente esasperata, infatti guardando il video segnalato ognuno se ne può rendere conto da sé.
La ragazza che si vede nel video, uscendo dal parco commenta così la sua esperienza: "E' veramente spaventoso il modo in cui trattavano le persone, e le persone non potevano difendersi. Potevano fare alle persone ciò che volevano e questo è terrificante".
Questa giovane per esempio ha tratto un buon insegnamento.
Aggiungo infine che il costo è intorno ai 35 Euro.
Questo post mi sembra nello stile romanzesco come quei racconti assurdi che ho letto qualche volta contro Anima Universale. Chi vuole approfondire scopre che la realtà è completamente diversa.
Saluti,
Caterina
Scritto da Heaven
1 febbraio 2008 15.39
La cosa non mi stupisce perchè, in fondo, non hanno inventato nulla. Ho avuto la fortuna di avere per le mani un "pieghevole" (come si diceva all'epoca fascista) di una agenzia viaggi torinese che, negli anni '30, organizzava viaggi e partecipazioni attive sui luoghi del '15/'18. In epoche più recenti, sempre i tour operator, organizzavano weekend di combattimento nella ex Jugoslavia. Parto, combatto realmente e torno. Eventuale morte compresa nel pacchetto.
Siamo sempre stati un po' feticisti e masochisti e potremmo trovare un sacco di portaaportisti e matrixisti che ne farebbero una enciclopedia di puntate tv. Manca la coscienza di cambiare chiave di lettura degli eventi.
Scritto da eric
1 febbraio 2008 16.33
Gentile Caterina,
ti ringrazio per aver arricchito il post con il tuo commento. Ho letto con vivo interesse ciò che hai scritto e posso dirti che concordo perfettamente.
Il mio timore (e sottolineo che si tratta di un timore, quindi smentibilissimo) è legato alle cose che ho indicato nel secondo commento! Sta all'intelligenza dell'uomo distruggere o costruire!
Mi sta bene affrontare un problema anche "giocando" a patto che sia un gioco costruttivo!
Ho analizzato di più il rischio negativo di eventi simili ma non ho mai detto che cose del genere andrebbero vietate. Preferisco che qualcuno mi dica "non è così grave come stai pensando" piuttosto che rendermi conto che certi drammi diventino un'occasione da "agenzia di viaggio".
Le linee di confine sono sottili per antonomasia. Il valore didattico può svanire facilmente.
Non ho mai detto di tacere anzi ho sempre lottato per denunciare un sopruso! Non c'è terrore psicologico che tenga!
Magari un "dolcetto" non lo mangio (e parlo per me) ma sono sicuro che se fossi VERAMENTE certo che tutti possano trarne un insegnamento costruttivo sarei il primo a consigliarlo.
Ribadisco, non criminalizzo ma valuto! Alla luce di tante brutture o violenze che ormai anche un bambino conosce (anche attraverso il gioco) non vorrei mai che la "caccia al nemico" diventi un nuovo olocausto; non serve uno scienziato per capire che l'odio genera altro odio!
Come sempre è tutto nelle nostre mani...
Scritto da awesmore
1 febbraio 2008 19.52
Ho visto questa notizia da un altro punto di vista
Ho letto l’interessante e curioso post di Leoxiana. Non sapevo di questo “bunker”, perciò mi sono documentato.
La città di Vilnius, capitale della Lituania, sarà la Capitale Europea della Cultura nel 2009 e il “bunker” è una delle tante iniziative culturali e turistiche al contorno.
C’è addirittura un articolo di presentazione del bunker (per chi sa l’inglese) sul sito ufficiale “Vilnius 2009 – Capitale Europea della Cultura” : http://www.culturelive.lt/en/1984_2008
Come saprete la Lituania è una piccola e pacifica nazione, di certo non popolata da nostalgici dello stalinismo. Tutt’altro.
Fu invasa dall’Armata Rossa nel 1940 e fu la prima nazione a proclamare la propria indipendenza dall’URSS (nel 1990), sfidando la repressione delle truppe sovietiche. Dal 2004 fa parte a pieno titolo dell’Unione Europea e della NATO.
Curiosità
Il motto della Lituania è: “Lascia che l’unità fiorisca”.
Scritto da lux
1 febbraio 2008 20.37
La sola idea che si possa “giocare” in un bunker mi fa rabbrividire.
Il post dice:
“L’atmosfera…impregnata dell’energia di terrore”, “un assaggio dell'annientamento dell’individualità”, “ammanettati minacciati di venir drogati picchiati, prima interrogati e poi ridotti al silenzio e … obbligati a spintoni a correre dentro lunghi ed oscuri corridoi labirinto”.
Probabilmente è solo l’incoscienza, cioè il non riuscire nemmeno ad immaginare cosa sia il vero significato di queste parole, che permette di “giocare” in quei luoghi.
Come dice Eric: “i ragazzini di oggi disegnano svastiche sui muri pur non conoscendone il significato”, ma invece sarebbe meglio se capissero, che quello che per loro è un divertimento, per altri sono ferite ancora aperte.
Credo che più che “esorcizzare un futuro analogo” come dice Caterina, il rischio sia quello di far pensare che le atrocità che si sono consumate in quei luoghi non siano poi così gravi, perdendo quindi il contatto con la realtà. E in merito a questo ricordo quei casi di ragazzi, che dopo aver giocato con videogames violenti, hanno poi pensato di emularli nella vita reale.
Un conto è una visita d’istruzione perché rimanga nella “memoria” (vedi post precedente) ciò che è accaduto, un’altra cosa è divertirsi simulando le torture che lì qualcuno ha realmente subito.
Scritto da ASERE
2 febbraio 2008 20.37
sono d'accordo con LUX è giusto far visitare ai giovani quei bunker, ma senza la terribile sequenza che subivano i poveri condannati di quell'epoca. credo che una guida bene istruita che spiega ai visitatori quello che succedeva sia sufficiente per lasciare nel cuore di ogni visitatore tanta amarezza da non potere mai più dimenticare! io stessa solo leggendo ho avutouna pessima sensazione! ASERE
Scritto da fabio
3 febbraio 2008 22.03
LA CORTINA DI FERRO
Nel 1989 ero a Berlino.
Mi ricordo come fosse ieri il passaggio con la mia Regata diesel attraverso il "Check point bravo" deserto; FINALMENTE non c'era nessuno a fermarmi per chiedermi i documenti.
Dopo il crollo del regime comunista della Germania Est l'ex impero sovietico si sbriciolava.
Una storia che è doveroso raccontare, e raccontare ancora, per sempre, a chi ci circonda, ai nostri figli, reintroducendo la tradizione orale di trasmissione della cultura, di ciò che è importante sapere.
Spegnendo il caos che ci governa e accendendo un immaginario caminetto, intorno al quale riunire le nostre famiglie, noi stessi.
La "violenza giusta", la "guerra giusta", come la "guerra santa".
Questi ossimori inquietanti stanno dominando noi stessi e il mondo.
Ma allora, per non sbagliare ancora,per non essere prigionieri della logica voluta dai potenti per ingannarci, ricordiamo...
Scritto da Dave
4 febbraio 2008 20.47
Ciao a tutti, il post mi ha colpito ed ho visto il documento della Reuters. Debbo dire che, a mio avviso, il bunker non viene presentato come un divertimento (anche se ciò non vieta che tra i visitatori qualcuno lo viva come tale), piuttosto come un modo per aiutare a farsi un'idea di quella che poteva essere l'aria che si respirava in quell'epoca. Un effeto forse meno diretto ma comunque potente l'ho avvertito nel film "Le vite degli altri", che offre uno spaccato davvero toccante della Berlino e della Germania all'epoca della Stasi (la principale organizzazione di sicurezza e spionaggio della Germania Est).
Un saluto a tutti
Scritto da fabio
6 febbraio 2008 17.54
21 luglio 1990
I PINK FLOYD suonano "THE WALL" nella nuova Berlino.
L'immensa Potsdamerplats è stracolma di gente.
Viviamo la rinascita di questo popolo che comincia a emettere suoni di libertà.
Nei giorni che seguono osservo le vecchie e scalcinate automobili "Trabant" della Germania Est correre più veloci, spinte forse dal canto di Roger Waters.
Avevo 25 anni; in un paese che rinasceva.
Non importa in quale modo, ma continuiamo a ricordare...
Scritto da Heaven
7 febbraio 2008 17.31
Ciascuno ha le sue, passatemi il termine, eloquenze epressive. Ogni forma di rispettosa cultura è bene accetta e deve essere sprono a capire e a assimilare le situazioni che la società ha dovuto affrontare e, spesso con il sangue, superare. L'importante è non fermarsi al singolo fatto ma utilizzarlo per disapprovare con forza quello che succede oggi. Troppe cose ci passano sotto il nostro corto naso e spesso non le consideriamo. La scusante è sempre la stessa: cosa posso fare io? Credo molto e non solo con l'atteggiamento, sicuramente giusto e proficuo, spirituale. Quindi spero che altre "eloquenze" si innalzino forti per farci partecipi della vita degli "altri".
Aggiungi il tuo commento