Perché è così difficile parlare di Dio?
Ho appena letto nel post “Voci in armonia” un commento molto profondo che porta la firma di Olga. Mi ha colpito per il tema che tratta. Le riflessioni di Olga sono molto attuali e riguardano un po’ tutti, a prescindere dalla religione che ciascuno ha deciso di seguire nella vita. Lo riporto qui perché penso che possa aprire un discorso importante per quanti hanno queste difficoltà. Faccio presente a chi desidera intervenire che non è necessario rispondere ad Olga, magari per consolarla. Per quel che scrive, mi sembra che lei abbia già le idee molto chiare.
È importante invece ampliare l’argomento portando un contributo alla discussione, ciascuno secondo le proprie esperienze e punti di vista. Questo è un tema molto attuale che riguarda tutti i fedeli delle minoranze religiose. Io per esempio credo che i mass-media contribuiscano ad alimentare il pregiudizio con informazioni non veritiere e a senso unico: tutto ciò che non è cattolico è “setta”. Non guardano né cosa fai, né cosa dici. Puoi anche fare del bene, ma rientri d’ufficio nelle realtà bollate come “sette pericolose”… Insomma ti mescolano con i delinquenti.
«È vero anche per me, nella vita di tutti i giorni, avvolta da tutta questa superficialità è difficile trovare qualcuno con cui parlare di spiritualità, di Dio (a parte con qualche rara persona, o con i ramirici stessi). E' come se vivessi una doppia vita, divisa in reparti stagni.
Forse non si è abbastanza coraggiosi, forse si ha paura di essere derisi e allora si tace...A volte ci si confida con una persona che ti sembra segua il tuo stesso pensiero e poi alla fine,vieni deriso. Eppure io ne sento il bisogno, di parlarne di confrontarmi anche con altre persone, perché Dio non è lontano, è lì con me basta semplicemente che io faccia un profondo respiro per sentire la Sua Energia pulsare dentro me stessa.
Ma allora perché è così difficile parlare di Dio? Perché è così difficile far conoscere agli altri la mia felicità da quando ho incontrato la grande famiglia di Anima Universale? A volte ti capita di incontrare persone che ti raccontano le loro difficoltà, le loro sofferenze e tu vorresti gridare forte a loro: “Vieni con me, e la tua vita può cambiare, se lo vuoi”, ma purtroppo ti devi fermare perché spesso l'ignoranza è peggio della loro malattia, perché, ancor prima di vedere la Realtà con i loro occhi tendono ad affibbiarti l'etichetta di fanatico o peggio.
Il mio cammino è appena iniziato, ho molta strada da fare ma non mi spaventa perché finalmente ho trovato la strada giusta.»
Olga

37 commenti:
Scritto da claudia
12 marzo 2008 20.59
cara Olga, è difficile parlare di Dio con gli , non è x superficialità ma la gente è ormai poco interessata e concentrata su altri argomenti. A volte mi sento un po' sola, anche a me piacerebbe poter parlare delle bellissime domeniche che passiamo ad Anima Universale e condividere con qualcuno la mia gioia ma non è possibile. Però io sono molto contenta di essere una piccolissima goccia d'acqua del popolo Ramirico, con tante cose da imparare e tante battaglie interiori da vincere. Noi siamo fortunate di poter vivere il nostro amore x Dio unite liberamente ai nostri fratelli ramirici e questo è già un gran passo in avanti. Vedrai che con l'aiuto del nostro maestro sapremo imparare a capire e parlare.Ciao
Scritto da fabio
12 marzo 2008 21.09
Perchè è così difficile parlare di Dio ?
Io penso che l'approccio a Dio, il parlare di Dio, sia una continua sfida alla nostra tentazione di fossilizzazione.
Non è tanto la massa di informazioni e di sapere formale...
è la porta socchiusa, il salto in un ALTROVE, l'adesione ad UN ALTRA COSA, che le norme del pensiero logico non possono circoscrivere.
La scienza afferma oggi che non si può separare l'osservatore dal fenomeno osservato.
E questo ci porta a vedere il mondo come una gigantesca proiezione, il gioco fantasmagorico di Realtà fondamentale che trascende qualsiasi definizione.
Ogni forma di conoscenza sarà allora una passeggiata più o meno ben organizzata all'interno di questo IO "ME STESSO" essendo i paesaggi scoperti completamente differenti a seconda della natura del mio veicolo.
Il veicolo della dialettica marxista non mi condurrà probabilmente al paese delle fate, più di quanto la chiromanzia mi fornirà le chiavi dell'economia mondiale.
Semplicemente, tutti i mondi coabitano, e tutti i veicoli non la finiscono più di incrociarsi: a ciascuno, infine, scegliere la propria macchina per esplorare il mistero.
Molti sono così fiduciosi nella propria capacità di conoscere il "cammino verso Dio", da non avvertire l'ironia con cui il karma scrive la vita di ogni essere: e protestano ogniqualvolta l'inevitabile bussa alla porta...
Scritto da Leoxiana
13 marzo 2008 0.05
Quello che Olga ha espresso purtroppo capita. A me è successo di venir derisa, e per dire la verità proprio dai parenti. Ho avuto duri confronti, e di certo ancora ne avrò, ma non mi preoccupo, la mia religione è chiara come la luce del sole e mi farà sempre spiegare esaurientemente, perchè non ha misteri! Morale: una persona ha tagliato i ponti, mentre altri hanno rispettato la mia scelta. Ogni tanto ci capita di parlare di Dio anche se io sono ramirica e loro cattolici. Chi ci ama veramente rispetterà la nostra scelta.
Mi viene in mente un fatto raccontato sul primo volume del Maestro: accadde che Swami Roberto chiarendo una situazione spiegò la differenza che correva fra un buon uomo ed un uomo buono, e quale dei due poteva con il suo comportamente, essere più vicino a Dio. Il buon uomo non vuole dispiacere mai a nessuno, evita discussioni e qualsiasi tipo di confronto. Per comodità dà sempre ragione a tutti, è l'amico che va' d'accordo con tutti, solo che così facendo dimostra di non avere mai una sua opinione e a causa della paura di agire si pone dei limiti. Non migliora nè la propria evoluzione nè quella degli altri.
L'uomo buono invece è colui che conosce il bene e il male, che sa discernere e prendere una posizione per amore della verità e della giustizia, in difesa delle proprie idee e della propria dignità, anche a costo di essere impopolare. Non è sempre accondiscendente e a volte può sembrare poco cordiale, ma non sarà mai maleducato poichè sono l'amore e la ricerca della verità a spingerlo a comportarsi così. Non lo fa' con tutti nello stesso modo perchè sa che ogni rapporto è diverso. Seguire l'esempio dell'uomo buono non è cosa facile, si può essere un po' meno amati e qualche volta obbliga anche a dover fare delle rinunce...
Scritto da Anonimo
13 marzo 2008 12.00
Carissima Olga, leggendo il tuo intervento mi sono rivista, sai capita un pò a tutti credo, di imbatterci in derisioni o peggio ancora in persone talmente ignoranti spiritualmente da etichettare il tuo dire ad una setta, il più delle volte sono proprio i parenti ad esserne gli artefici, ma ho anche notato che con il passare del tempo, persistendo comunque nel seguire ciò che ho appreso, gli altri,gli stessi che ti hanno deriso e offeso, si soffermano a guardarti e notano che tutto sommato sei cambiata, sei diversa, più elevata e intoccabile dal punto di vista delle offese e poco per volta iniziano ad accettare il fatto che tu la domenica mattina vai fino a Leinì e ( magari non lo dicono apertamente) iniziano a chiedersi se tutto sommato quel " Posto" sia da visitare prima o poi. Sai a me è capitato così, ho subito per circa 1 anno offese, umiliazioni, e tal volta diffida a recarmi a Leinì ma poi tutto si è dissolto con l'aiuto sicuramente del Signore e di sorella Umiltà che mi ha resa forte. Un caro abbraccio colmo d'amore per tutto il mondo. Miriam
Scritto da Anonimo
13 marzo 2008 12.54
Cara Olga, è vero, nel confronto con gli altri siamo soli, ma dobbiamo capire che non tutti hanno il desiderio, la spinta spirituale e la necessità di cercare qualcosa di piu', della vita materiale in cui viviamo.
Evoluzione? Certo a ognuno la propria,ma c'è anche molta illusione, direi. dalle tue parole
,percepisco il desiderio di aiutare altri,perchè sei felice di quello che tu hai compreso; e ty siilo (felice),al di là che tu possa essere capita omeno.
Comprendere il pensiero del MAESTRO,ha significato per me , prendere in mano la mia Vita.Mi ha fatto capire fin dall' inizio,chi mi amava e chi invece no.Però credo nella giustizia Divina,e penso voglia dire che ogni individuo avrà un suo tempo per risvegliarsi. A noi non resta che seminare azioni e pensieri, consoni all'Amore,per poter migliorare,(e non è cosa da poco).e se gli altri non capiranno almeno avremmo come amico il nostro comportamento.
ciao Olga
Cristina.
Scritto da Ahimsa
13 marzo 2008 14.37
Cara Olga, penso proprio che tu abbia espresso nel modo più semplice ciò che anch'io come molti altri ramirici si trovano ad affrontare quotidianamente. Non ho paura di essere etichettata come una fanatica, e non ho nascosto mai il mio "credo" ma mi stupisce scorgere nello sguardo di chi mi ascolta un forte senso di disagio. Penso che tu abbia azzeccato in pieno il senso dicendo che ti senti "come se vivessi una doppia vita, divisa in reparti stagni", però pensandoci bene forse sono le altre persone che vivono in reparti stagni... io ascolto chiunque mi voglia parlare di qualunque argomento, gli altri non sono sempre disposti ad ascoltare quello che dobbiamo dire noi. Allora bisognerebbe raccontare loro quella bellissima leggenda indù che ci ha raccontato ramia Ennio domenica scorsa a Poggiana:""Una vecchia leggenda indù racconta che vi fu un tempo in cui tutti gli uomini erano Dei. Essi però abusarono talmente della loro divinità, che Brahma - signore degli dei - decise di privarli del potere divino e di nasconderlo in un posto dove fosse impossibile trovarlo. Il grande problema fu quello di trovare un nascondiglio. Quando gli dei minori furono riuniti a consiglio per risolvere questo dilemma, essi proposero la cosa seguente: "seppelliamo la divinità dell'uomo nella Terra". Brahma tuttavia rispose: "No, non basta. Perché l'uomo scaverà e la ritroverà". Gli dei, allora, replicarono: "In tal caso, gettiamo la divinità nel più profondo degli Oceani". E di nuovo Brahma rispose: "No, perché prima o poi l'uomo esplorerà le cavità di tutti gli Oceani, e sicuramente un giorno la ritroverà e la riporterà in superficie". Gli dei minori conclusero allora: "Non sappiamo dove nasconderla, perché non sembra esistere - sulla terra o in mare – luogo alcuno che l'uomo non possa una volta raggiungere". E fu così che Brahma disse: "Ecco ciò che faremo della divinità dell'uomo: la nasconderemo nel suo io più profondo e segreto, perché è il solo posto dove non gli verrà mai in mente di cercarla".
A partire da quel tempo, conclude la leggenda, l'uomo ha compiuto il periplo della terra, ha esplorato, scalato montagne,scavato la terra e si è immerso nei mari alla ricerca di qualcosa che si trova dentro di lui""" Un grande abbraccio!
Scritto da Samuel
13 marzo 2008 23.12
Penso che a tutti piacerebbe comunicare la grazia ricevuta, la scoperta di un nuovo mondo dove i valori non siano solo quelli materiali o di un bigottismo integrale.Dove la religione di stato non sia intollerante verso chi la pensa in un modo diverso anche se sotto il cielo di un unico Dio padre di tutti.Gesù ci ha insegnato di non accontentarci dei dogmi del tempo e di amarci l'uno con l'altro.Per questo forse sarebbe giusto non alimentare una disinformazione dei mass - media con un'informazione più corretta magari con una radio o con altri mezzi di comunicazione non per fare proseliti,ma per colmare le distanze fra gli uomini con l'amore.
Scritto da Anonimo
14 marzo 2008 7.10
Effettivamernte mi chiedo, un fedele cattolico ha le stesse mie difficoltà nell'esprimere il suo pensiero su DIO? Lo scetticismo che si incontra nello sguardo della gente , quqndo si parla di questo argomento, è dovuto a un disinteresse diretto, e quindi a una non evoluzione in questo senso, o semplicemente perchè Dio nel pensiero comune viene relegato ad un luogo , ad una istituzione e quindi cio' che è al di fuori.....guai a parlarne.Qui si dovrebbe veramente , introdurre un discorso sulla libertà di culto,non solo sulla carta,che è di per sè ,già molto importante, per la libertà oggettiva di ogni realtà spirituale,maanche come educazione della singola persona,ad un rispetto maggiore verso cio' che non conosce e non gli appartiene.Al di là di chi cerca realmente Dio, nell'Amore verso il prossimo,e ha quindi già superato il concetto religione,(perchè il nostro prossimo non puo' essere solo colui che frequenta la tua stessa chiesa), purtroppo esiste il dogma, la regola dettata nei millenni, che ha dettato una chiusura di pensiero e di coscienza.
Cristina
Scritto da willow
14 marzo 2008 10.09
A me è spesso successo di sentire una sorta di fratellanza con chi non è cattolico, questo perchè ci si sente emarginati in un paese dove chi non è cattolico è considerato già un diverso, uno strano, uno comunque da valutare. E questo perchè? Basta accendere la TV. Di tante religioni presenti in Italia, solo il Papa ha diritto di parola e non solo sulla religione. In oltre tutto ciò che non appartiene alla sopracitata realtà, viene trattato con un atteggiamento superficiale dai media, tanto da far passare il messaggio che è tutto un minestrone, dove tu non te ne accorgi, ma c'è sempre qualcuno che ti vuole fregare perchè ha secondi fini egoistici.
Mi chiedo poi perchè il mio 8 per mille, il mio 5 per mille, che ho guadagnato con il MIO LAVORO, non possa darli alla MIA CHIESA.
Scritto da fabio
14 marzo 2008 11.43
Per dire la verità così com'è ci vuole molto coraggio se si appartiene a una istituzione.
Per sfidare l'istituzione stessa ci vuole ancora più coraggio.
Fu questo che fece Gesù.
" Quando Kruscev pronunciò la famosa denuncia dell'epoca staliniana, si dice che qualcuno, in parlamento, abbia esclamato:
- dov'eri, tu, compagno Kruscev? -
Kruscev smise di parlare, girò lo sguardo e disse: - Per favore, si alzi chi ha detto questo -
Ci fu grande tensione nella sala.
Nessuno si alzò.
Allora Kruscev disse:- Bene, ora hai la risposta, chiunque tu sia.
Io ero nella stessa identica posizione in cui tu ora ti trovi -"
Gesù si sarebbe alzato.
Scritto da Anonimo
14 marzo 2008 15.42
Se posso esprimere un mio umile pensiero, io credo che il tutto risalga a troppo tempo fa, il cattolicesimo infatti è praticamente nelle vene come i suoi insegnamenti ( regole e imposizioni) sono nel dna di ogni essere che viene al mondo, cioè intendo dire che purtroppo è talmente radicato che qualsiasi altro pensiero non viene, dai più, accettato perchè viene identificato come un peccato verso Dio, per questo motivo penso che ci sia così tanto scetticismo verso chi come noi vediamo e viviamo una spiritualità libera e a mio parere Vera, la gente non pensa non si pone domande ma accetta, quasi subisce, quello che la chiesa cattolica in un certo senso impone, questa non è fede ma un....... così fan tutti.
Grazie di avermi ascoltata e chiedo scusa se il mio pensiero non ha trovato approvazioni.
Miriam
Scritto da fabio
14 marzo 2008 17.54
miriam,
non devi chiedere scusa.
Ogni pensiero libero espresso può trovare o no approvazione.
Ma tu esprimilo comunque.
Scritto da Anonimo
14 marzo 2008 19.41
Cara Miriam, non devi scusarti anzi ti ringrazio perchè partecipi a queste riflessioni.Io, da quando frequento Anima Universale ne hoparlato con le persone a me più care tra le quali con amiche che conosco da anni.Una di loro ha avuto la possibilità di incontrare il Maestro tanti anni fa, quando ancora il Lui in persona riceveva (sai cosa intendo). Nonostante abbia visto con i propri occhi e con il proprio cuore lei frequenta la Chiesa Cattolica. Io con questo non voglio dire che lei dovrebbe schierarsi con Anima Universale ma nonostante questa esperienza lei ha continuato per la sua strada come niente fosse successo.Penso anch'io che tra tante persone ci sia la paura a bloccarle,ignoranza spirituale, o forse non sono pronti per questo tipo di esperienze. Ma posso anche dire che molti non sono coerenti e non sono d'accordo con tutto quello che predicano.Nonostante tutto non c'è da parte loro un approfondimento, una ricerca spirituale, accettano quello che va loro comodo e il resto non conta.
Anch'io facevo parte della Chiesa Cattolica ma non riuscivo a trovare risposte alle mie domande fino a quando il Maestro attraverso un mio amico mi ha indicato la Via. Da allora frequento la Chiesa Anima Universale.
ciao Olga
Scritto da Robix
14 marzo 2008 21.19
Io stesso sono stato vittima nell'ormai lontano 2001, di un prete cattolico, quasi mio coetaneo, che ha cercato di farmi sentire molto in colpa per le mie scelte spirituali!
Parlando con questo presule, ho ritenuto coerente dirgli che avevo conosciuto Anima Universale e che avevo cominciato a frequentarne le preghiere e ad approfondirne il pensiero. La sua risposta mi sorprese: allargò le braccia e mi abbracciò.
Mai avrei immaginato che dopo circa tre mesi, un giorno di maggio, mi avrebbe chiesto un incontro.
Sono andato nel suo ufficio.
Il suo esordio è stato che voleva sapere quanto “dentro” ero in Anima Universale, e che non dovevo affatto proseguire in quella che – secondo lui – era la pessima strada che avevo scelto di percorrere.
Gli risposi così: «una cosa so, caro don M., in Anima Universale, io e la mia famiglia abbiamo ricevuto tanto del bene e tanto continuiamo a riceverne. Ci sono persone che dedicano la loro vita al prossimo e mai e poi mai rinnegherò questa cosa!»
Il sabato seguente, nel pomeriggio si è addirittura presentato a casa mia.
Ha detto che ero uno strumento del male e che, “dal momento che hai voluto conoscere troppo, tu devi essere punito!”.
Ha aggiunto poi che avrei dovuto andare a parlare con un prete antisette.
Questa sua arroganza (e questo suo spirito da giustiziere) ha fatto scatenare in me un moto di sana e profonda ribellione.
Gli ho risposto che dal momento che la vita era mia, se sbagliavo volevo farlo con la mia testa, se facevo giusto volevo farlo comunque con la mia testa.
Le sue parole, d'altra parte, contenevano una clamorosa conferma a ciò che già sapevo: l'espressione “Hai voluto conoscere troppo, quindi devi venire punito” rivela che lui sa benissimo che in Anima Universale ci sono le risposte che le persone cercano!
Pensate che una domenica mattina mi ha persino seguito di nascosto fino al centro di Anima Universale. Me ne sono accorto uscendo quando lo ho visto vicino alla sua macchina nel parcheggio della nostra chiesa. Non poteva passare casualmente da quel luogo se non per seguirmi. Ha fatto poi terra bruciata intorno a me. Alcuni esempi: ha fermato una mia amica cattolica e le ha detto che anche lei era strumento del male solo per il semplice fatto di essere mia amica!
Ha tormentato mio nonno, cattolico, il quale cantava nel coro parrocchiale: una sera durante le prove, davanti a tutti i suoi amici, ha detto anche che in casa nostra (mio nonno abitava con me) celebravamo le messe nere. Mio nonno si è arrabbiato e ha risposto che era una pura menzogna. Dentro di lui c’è rimasto molto male per queste calunnie, tanto da non riuscire più a dormire per diverso tempo a causa dell’umiliazione subita davanti ai suoi amici.
Ho voluto portare questa mia esperienza diretta, sperando che possa aiutare qualcuno in più (nel caso avesse bisogno) a reagire come, grazie a Dio, sono riuscito a reagire e a difendermi da questa violenza. Grazie a questo prete mi ci sono voluti sei mesi per ritrovare l’equilibrio dentro di me e riconquistarmi la stima di quegli amici che lui aveva allontanato da me con la menzogna. Non lasciatevi intimorire, non fatevi prendere dai sensi di colpa, non abbiate paura di pensare con la vostra testa. Pensare con la mia testa mi ha salvato.
Scritto da Anonimo
14 marzo 2008 21.58
Sono perfettamente d'acccordo che oggi sia difficile per chi frequenta una realta' come Anima Universale,non venire giudicati,derisi e condannati ancor prima di conoscere il pensiero della Chiesa.Sono altrettanto sicuro ,per esperienza personale,che noi possiamo fare moltissimo con il nostro comportamento,essere d'esempio nella vita di tutti i giorni ,in famiglia al lavoro ecc...
Pace e bene.
Scritto da Anonimo
14 marzo 2008 22.26
sono quì anche questa sera per dire la mia esperienza sull'argomento posto. ho avuto anch'io l'occasione di parlare di spiritualitaà, e le persone che vedono la mia gioia e la fede con la quale mi esprimo vogliono sapere e mi dicono vorrei ach'io , mettiamoci d'accordo per una domenica ! la chiamerò io. scambio di numeri di telefono ,poi ....... niente ! ma io penso , il seme io l'ho gettato e se il terreno è fertile darà certo frutto. sono ingenua? forse, se dovrò crescere la mia chiesa Anima Universale , e il mio Maestro Roberto ogni domenica mi aiutano e sempre il mio spirito impara quache cosa in più. ASERE
Scritto da Anonimo
15 marzo 2008 10.02
Il buon Dio ci ha dato il dono della parola e allora perchè non usarla? Mi sento profondamente cristiana ramirica e cerco, anzi voglio essere, coerente con il mio pensiero: e allora perchè non farlo sapere? Sento come un dovere far conoscere a tutti la fonte che mi procura tanta serenità, e se qualcuno ha sete: ben venga, di pura acqua ce n'è per tutti!
Elvira Viganò Tosi
Scritto da Anonimo
15 marzo 2008 12.04
Ciao Robix la testimonianza della tua esperienza ci può dare la forza per non arrendersi, per testimoniare anche contro quelli che ci vogliono male. E' più facile parlare di Anima Universale con le persone che ci sono più vicine e care (anche se a volte anche loro sono scettici e criticano la nostra scelta) che non per esempio con i colleghi di lavoro o altre persone che non condividono o non sono interessati ad una spiritualità matura e consapevole.A volte sono gli stessi amici che ti vedono "diversa", "cambiata" più serena anche nei momenti difficili come è capitato a me e allora ti chiedono e voglio sapere...Allora lì per lì gli dai qualche informazione, gli fai vedere la rivista della Chiesa sembrano interessati e poi...nulla. Ma il seme è stato sparso...
Io stessa ho iniziato così: un mio collega di lavoro me ne aveva parlato qualche volta ed io ero scettica. La cosa si era fermata lì, ogni tanto parlando con lui dicevo che sarei andata...prima o poi.Ma non davo molta importanza. Poi un giorno ho deciso di andare a vedere e tutto iniziò da quel momento... La mia vita è cambiata, ha acquisito più senso, guardo le persone con occhi diversi...potrei continuare a fare un lungo elenco ma il Dono più grande è stato conoscere l'Amore che Swami ci dona facendoci canali dell'Amore di Dio perchè giunga al nostro prossimo.
Olga
Scritto da Heaven
15 marzo 2008 22.26
La nostra quotidianità ci ha, praticamente, allontanati dalle cose dello spirito. Intendiamoci: un grande uomo come San Francesco, ai giorni nostri, sarebbe affidato ai servizi sociali. Noi siamo orientati verso altre cose che poco contemplano Dio. Di conseguenza non ci viene spontaneo parlarne. Anima Universale non si eredita culturalmente, si sceglie, anche se sei fisicamente nato da genitori ramirici. La nostra testimonianza è quella dell'equilibrio, raggiunto o raggiungibile, per aver trovato la propria strada: nella vita di tutti i giorni, nel lavoro, negli affetti. Raccontare che scelta spirituale si è fatto deve essere un portare conoscenza, non strappare un fedele ad altra confessione. Da molte righe scriviamo e riscriviamo che è un giusto chi è coerente con le sue scelte, quali siano!
Se siamo sereni portiamo serenità.
L'importante è essere rispettosi di tutti
Scritto da eric
17 marzo 2008 9.28
Anima Universale sicuramente è una realtà molto scomoda nel contesto italiano dove la chiesa cattolica la fa da padrona!
Io nella mia esperienza personale posso affermare che molte porte mi sono state chiuse in faccia proprio perchè ho scelto di seguire questo cammino e, lasciatemelo dire, perchè ho scelto di mettere in moto il cervello diventando responsabile della mia scelta spirituale.
Sono cresciuto in un contesto cattolico; ho fatto il chierichetto, l'animatore per i bambini all'oratorio...insomma ho sempre partecipato attivamente alla vita cattolica. Eppure non ho mai trovato quello che cercavo.
Quando ho iniziato ad interessarmi (o per dire meglio ad innamorarmi) del persiero profuso da Swami Roberto, la Conoscenza, ho iniziato a non trovare più quel contatto che fino a poco tempo prima avevo con alcune persone. Probabilmente qualcuno ha ritenuto che io mi fossi ammalato di un "virus infettivo".
Ricordo ancora la faccia del seminarista quando gli dissi che lasciavo la chiesa cattolica per la mia insoddisfazione spirituale...ricordo che dissi proprio "vi accorgete di me solo perchè vado via...". La mia necessità di quindicenne di fare domande, proprio in un periodo in cui una persona ha la voglia di chiedere, di scoprire, di conoscere il mondo anche attraverso lo spirito non venne raccolta. Ma forse nessuno, se non Swami, poteva colpire il mio cuore adolescente desideroso di "vedere oltre" tutto ciò che mi era stato offerto fino a quel punto.
Ovviamente persi molti contatti con tante persone perchè io ero quello di "Anima Universale" ma non ho mai smesso di testimoniare a chiunque me lo chiedeva, il perchè della mia scelta. Aldilà di tante parole, io penso che ciò che poi esprimiano con i nostri fatti concreti è forse la migliore testimonianza ed il miglior aiuto che possiamo dare alla nostra chiesa! Incuriositi dalla valanga di Amore che ci "portiamo a casa" (sempre se lo vogliamo!) tante persone intorno a noi, prima o poi, avranno il desiderio di salire su questa nave...con una mia collega, in un ufficio dove non si era mai parlato di Dio, è successo proprio così! Me la sono trovata al darshan una domenica con immensa gioia da parte mia anche perchè questa persona mi ha ringraziato tantissimo perchè le feci "da ponte" fra la sua ricerca e la sorgente del sapere...Anima Universale!
Purtroppo i mass media mettono in unico calderone tutto ciò che è diverso o scomodo e così facendo alimentano la paura e il pregiudizio. Una volta bollato come "delinquente" non importa quanto bene farai...un esempio molto vicino a noi è proprio quello del nostro caro amico Don Gelmini o, Pierino, visto che a quanto pare è stato ridotto allo stato laicale!
Il nostro compito quindi è quello proprio di essere coerenti e testimoni dell'Amore, la Verità viene sempre a galla! Anche grazie a questo blog possiamo parlare di noi, delle nostre esperienze e di quanto è bello poter dire "ho scelto IO che strada seguire!"
Mitakuye Oyasin
Scritto da Anonimo
18 marzo 2008 11.25
Ciao a tutti,
sono convinta che proprio nulla sia al caso infatti tutto quello che mi capita,ora che ho imparato a guardare oltre, ha un senso e un perchè, infatti l'anno scorso mi è capitato di dover andare ad una di quelle riunioni che vengono fatte per i bimbi che si apprestano a fare " la prima comunione" mentre mi accingevo ad entrare nella stanza ho chiesto al Maestro di farmi trovare posto negli ultimi posti così da non essere troppo in vistaa e non dover intervenire o essere interrogata dal parroco e...... come non detto l'unico posto rimasto era proprio lì davanti al prete e cosa ancora più scontata tutte le sue domande-affermazione erano rivolte a me, che ovviamente non condividevo e rispondevo no dandone poi spiegazione, alla quale lui non riusciva a controbattere, è stato tremendo ma tutto sommato necessario per poter dare una goccia di luce in più alle altre persone che hanno così avuto modo di mettere e mettersi in discussione su alcuni punti che la chiesa da come imposizioni proprie per essere un " fedele". So di certo di non essere stata tanto simpatica al parroco del nostro paese, spero non me ne voglia ma ridirei le stesse affermazioni da qui a 100 anni della mia vita terrena. Grazie Anima Universale di esistere! perchè in un mondo colmo di menzogne e mezze verità, è stato davvero uno dei molteplici doni che il nostro Padre Celeste ha voluto farci completandolo con la presenza del grande Mestro Roberto. TANTI TANTI AUGURI DI UNA DOLCE E FESTOSA S.PASQUA A TUTTI. Miriam
Scritto da Anonimo
18 marzo 2008 11.27
e scusate i molteplici errori di battitura.
Miriam
Scritto da Dave
19 marzo 2008 22.59
Ringraziando Olga per lo spunto di riflessione, riporto anch'io la mia esperienza. Ecco, io ho compreso (e man mano comprendo sempre meglio) che spesso la difficoltà di parlare di Dio, di Spiritualità e quindi della mia Chiesa proveniva da titubanze e timori miei.
Dietro al pensiero che magari non sarei stato capito, che forse non era il momento giusto, e via dicendo, celavo un'insicurezza più profonda. Grazie all'aiuto di Swami, al dialogo che posso avere con Lui nella figura dei Monaci Ramia, sto prendendo sempre più consapevolezza della mia interiorità e dei miei limiti. Conscio che di strada da fare ce n'è molta, ho capito che in una testimonianza consapevole, serena e decisa, nell'ascolto del prossimo, ci possono essere tutti i presupposti per un dialogo costruttivo. Anche perchè a priori non si può sapere cosa può pensare il prossimo, e credere già da prima di non essere capiti può divenire un giudizio ed anche una giustificazione.
Questo non ha nulla a che vedere con lo scrupolo nel cercare sempre di migliorare la propria testimonianza; ma nemmeno dire troppo poco per paura di sbagliare.
Ci tenevo a riportare questo mio personale punto di vista, visto l'argomento molto profondo ed attuale, a sostegno del fatto che è vero, non è sempre semplice proporre un discorso in questi termini, non con tutti ci si può confidare allo stesso modo, soprattutto per quel che concerne il vissuto più personale di ognuno.
Secondo me uno degli sforzi che richiede una testimonianza matura sta proprio nella disponibilità non solo a capire se stessi ma il prossimo, perchè essendo ognuno peculiare, ci sono tantissimi modi e sfumature per far arrivare il concetto che si vuole comunicare, e per recepire quella che è l'esperienza di chi con me si rapporta.
La strada può essere in salita, soprattutto per i forti venti di pregiudizio che traversano in lungo e in largo la nostra penisola, e qualora proprio non si riesca a dialogare, come dice un commento poco sopra, molto si può fare col proprio comportamento nei diversi frangenti della quotidianità.
Un saluto a tutti
Scritto da Anonimo
20 marzo 2008 6.49
Ciao Dave, riflettendo... è anche vero quello che dici tu che a volte quello che ci blocca sono anche i nostri stessi limiti, perchè non si sa come affrontare il discorso, per paura di non essere capiti o giudicati...
Allora ci si ferma ancora prima di partire...
Pace e bene
Olga
Scritto da Rue
20 marzo 2008 7.41
Per me è difficile parlare di Dio, perchè alla maggior parte delle persone non interessa più parlarne. Dopo secoli di dogmi, imposizioni, paure di peccare, e l'errata associazione tra Chiesa come istituzione, e Dio, qualcuno non ne può veramente più.
Ma volendo possiamo essere aria nuova, spiritualità nella quotidianità, con l'esempio, con la semplicità, con l'onestà.
Rue
Scritto da Anonimo
20 marzo 2008 8.48
Rue, io credo non sia così indispensabile parlare fisicamente di Dio, ma perseverare con azioni, sguardi, pensieri di luce può fare molto di più di qualsiasi parola, per esperienza mia personale da quando ho smesso di parlare di tutto quello che il Maestro ed Anima Universale mi ha insegnato ma ho cercato ( dico cercato perchè a volte è difficilissimo riuscire) a metterlo in pratica bhe! ho ottenuto più risultati che non a parole. Non so se ho reso l'idea, per cui non ci si deve avvilire se troviamo difficile parlare di Dio e di Anima Universale ma portare la nostra testimonianza di quanto entrambi sono IMMENSI compiendo ogni giorno il dono di portare Luce a chi è nelle tenebre dell'ignoranza spirituale anche solo con un sorriso, un abbraccio, un gesto di aiuto.
Rinnovo a tutti gli auguri di una S.Pasqua colma di LUCE. Miriam
Scritto da bonaska
20 marzo 2008 19.51
Mi trovo assolutamente d'accordo con Elvira. Per la mia libertà di coscienza, come ce l'hanno tutti, per fortuna, mi sento libero di essere ramirico e di dirlo con serenità e tranquillità. E' ovvio poi che sovente trovo chi storce il naso o chi mi vede come "strano", o chi addirittura mi ha "emarginato" (perchè questo E' secondo me emarginare)per questo. Penso che il motivo sia che, com'è di mentalità comune, tutto ciò che non rientra nella maggioranza è visto automaticamente con diffidenza se non addirittura considerato sbagliato, così, senza neanche prendersi la briga di conoscere. E, come ci ricorda in questo post awesmore, i media mi sembra proprio che non facciano altro che aumentare questo pregiudizio... e questo lo si vede ovunque.
Scritto da Anonimo
20 marzo 2008 23.06
una sera d'autunno il parroco del nostro paese , saputo che frequentavo Anima Universale , è venuto a casa mia alle 19,30 , con il motivo della benedizione della casa .io risposi che la mia casa era già stata benedetta e dissi anche che da quando frequentavo questa Chiesa avevo cominciato a essere più serena, sicura, e sempre con la gioia nel cuore. Sopratutto avevo trovato le risposte che la Chiesa cattolica non mi aveva MAI dato. Certo, dissi, da qui non mi avrebbe allontanato nessuno. Lui mi rispose (strano), che era contento , perchè avevo trovato la verità. Alida
Scritto da Anonimo
21 marzo 2008 17.29
Madre Teresa di Calcutta,diceva a proposito di parlare di DIO:
"POTREI PARLARE MOLTO DI DIO E MAGARI PARLARE POCO CON LUI,POTREI PROFERIRE UN SACCO DI PAROLE, E FORSE DIRE ANCHE COSE MOLTO BUONE, MA POI, DENTRO DI ME NON TROVARE IL TEMPO DI ASCOLTARE.ASCOLTARE LA VOCE DI DIO NEL NOSTRO CUORE, PERCHE' ALLORA NEL SILENZIO DEL CUORE, DIO PARLA.POI DALLA PIOENEZZA DEI NOSTRI CUORI, SGORGA LA PAROLA DI DIO."
Detto questo, trovo che la gioia del cuore, di cui parla Alida,
sia la premessa,per poter affrontare anche chi non la pensa come noi; e questi la sentono, come il suo parroco, ha avvetito in lei la gioia, di chi ha trovato la sua strada.Ringrazio il MAESTRO,
per avermi indicato la via della preghiera, con vera conoscenza.
Pace e bene
Cristina.
Scritto da ananda
25 marzo 2008 22.02
Anche io come Robix vorrei parlarvi della mia esperienza a proposito di quanto sia difficile per noi ramirici spesso essere compresi e quindi parlare della nostra realtà.Quando ho incominciato a frequentare nel 1992 Anima Universale sono iniziati per me i guai riguardo ai miei genitori perchè vedevano la cosa con sospetto(mi vedevano strano!!!)poi alcuni parenti hanno detto loro che frequentavo una setta,da quel momento è successo il finimondo per me.Hanno parlato con il prete,poi con il cardinale facendosi rilasciare un documento dove si diceva appunto che Anima Universale è una setta, hanno preso contatti con persone che hanno voltato le spalle al movimento,controllavano i miei movimenti, psicologicamente mi disturbavano facendomi credere di essere pazzo e che non avevo più una volontà(il famoso lavaggio di cervello!!!)insomma non c'era verso di farlgli capire che tutto questo non era vero e per di più nessun componente della famiglia era con me,momenti terribili che ancora adesso non sono finiti.Ho ancora contatti con i miei genitori spesso ci vediamo ma Anima Universale è un TABU' e parlare di DIO con loro è veramente difficile(che tristezza). Spero che questa breve testimonianza possa essere di aiuto per dire: NON MOLLATE MAIII!!!!!NON FATEVI SPAVENTARE Anima Universale è la più grande benedizione che un uomo possa mai ricevere. Pace e Bene.
Scritto da Rue
26 marzo 2008 7.26
In questi casi è una grazia, che Swami Roberto ci insegni a non allontanarci dai nostri cari, anche quando ci fanno tanto male! E' una grazia perhè è la prova che Anima Universale unisce e non divide, ci insegna ad avere comprensione anche quando, non solo non siamo compresi, ma propio emarginati.
Scritto da ananda
26 marzo 2008 21.34
Grazie per il tuo intervento,sono pienamente d'accordo con te Rue,ciao a presto.Pace e bene.
Scritto da Robix
29 marzo 2008 15.07
Alla mia esperienza (della quale ho reso testimonianza nel mio precedente commento), si è aggiunto un nuovo particolare, che ignoravo prima.
In questi giorni, una persona di mia conoscenza mi ha riferito che don M., nel 2001, dopo aver fatto ciò che già avete letto, evidentemente non pago del tanto dolore gratuitamente già inflitto, avrebbe preso un'altra mia amica e dopo avermi calunniato e insultato, dipingendomi per ciò che non ero, le avrebbe tassativamente proibito di vedermi, di chiamarmi, di scrivermi e di venirmi a trovare.
La ragazza, scioccata da quanto questo prete le aveva detto e da come si era imposto, non è riuscita purtroppo a ribellarsi a tanta violenza psicologica e ingiustizia, finendo per accettare quelle ignobili imposizioni.
Per un anno intero, però, per riuscire a ritrovare un nuovo equilibrio, dopo la terribile violenza subita, si è sottoposta a psicoterapia.
Sono rimasto male per quella ragazza, che ha subito questa violenza da questo prete cattolico.
Tutto perché «siccome hai voluto conoscere troppo, ora devi essere punito!».
Tutto perché Anima Universale è la mia religione.
Noi ramirici sappiamo bene che non tutti i preti cattolici sono come questo don M., l'esempio ce l'abbiamo sotto gli occhi ogni giorno!
Resta però il fatto che questo sacerdote (che a suo stesso dire ha agito in unione di pensiero con il suo superiore), non solo ha seminato tanto dolore, ma ha anche reso una triste, tristissima testimonianza della sua fede, dimostrando un'apertura mentale degna delle peggiori pagine di storia vergate dall'inquisizione.
Caro Ananda, grazie per la tua testimonianza!
Ti sono vicino con la mia preghiera!
Robix
Scritto da Leoxiana
29 marzo 2008 16.04
Tutto questo fa' molto riflettere, e mi dispiace vedere che uomini di chiesa siano così poco sensibili. Dio è tolleranza e amore, e allora mi chiedo quale Dio servano...
Questo comportamente io lo trovo gravissimo, e secondo me anche la chiesa di loro appartenenza dovrebbe prendere seri provvedimenti sia nei riguardi dei preti che dei superiori in questione per riparare (se possibile) al male fatto, e che, visti i soggetti forse potrebbero ancora arrecare. Altro che Amore: queste sono meschine congiure! Una cosa è certa: così facendo allontaneranno sempre più gente dai loro templi, qualunque sia la religione! Per fortuna c'è chi, con il suo caritatevole comportamento riesce a sopperire a tanta stupidità.
Pace e bene.
Leoxiana
Scritto da Lara
29 marzo 2008 18.26
Cara Olga,
per prima cosa mi congratulo con te per la questione spinosa che hai posto e con la quale credo molti di noi abbiano dovuto o si stiano ancora misurando.
Per quanto mi riguarda vorrei raccontarti la mia esperienza:
fin da piccola ho sempre creduto nell’esistenza della magia. I primi riscontri però furono alquanto deludenti. Per farti un esempio due miei compagni della scuola materna mi coinvolsero nel loro progetto di fare un viaggio su di un tappeto volante. Tutta felice ed elettrizzata mi sedetti con loro sul tappeto (anzi, diciamo meglio, su uno zerbino) e ci rimasi male non poco quando capii che i miei due amichetti stavano solo fingendo e che in realtà il tappeto-zerbino non si sarebbe mai alzato.
In seguito mi misi a seguire con estremo interesse alla televisione (penso come la maggior parte delle mie coetanee) ogni cartone animato in cui ci fosse una bambina che faceva delle magie. Chiesi a mia mamma così di comperarmi uno specchietto che, stando ad uno di questi cartoni animati, doveva possedere poteri sovrannaturali. Appena lo ebbi tra le mani capii che era solo un pezzo di plastica e lo buttai dritto dritto nelle immondizie.
Delusione dopo delusione non mi davo però per vinta perché ero assolutamente convinta dell’esistenza della magia, dovevo solo scoprirne gli strumenti.
Durante l’adolescenza e i primi anni della giovinezza soprattutto, questo desiderio di magia si approfondì in un desiderio di qualcosa di più indefinito e impalpabile, che sapevo non avrei mai trovato nel mondo materiale, e che però non sapevo neanche dove cercare, e il problema non era solo dove, ma anche cosa. Parlarne con qualcuno era impossibile, non capivo bene nemmeno io di cosa si trattava, come potevo descrivere tutte queste emozioni in modo comprensibile? Eppur questo desiderio c’era, e diventava sempre più forte, e il vuoto che mi creava dentro era sempre più vasto e buio. Finché, 13 anni fa, a 20 anni, grazie a mia zia Rosalba e a mio cugino Nicola, conobbi il Maestro e la Realtà di Anima Universale. Il vuoto e il buio cominciarono pian piano a riempirsi di Luce, Luce e soprattutto Magia, di quella Magia che è racchiusa nella forza della Preghiera e dell’Amore Universali, Preghiera e Amore di qualunque religione, razza o fede siano, e che Lei sola può cambiare veramente la realtà, come desideravo potesse avvenire tanti anni fa, quand’ero bambina.
Questa scoperta con il tempo ha fatto nascere in me l’entusiasmo e la voglia di gridarlo al mondo: Dio c’è, è qui vicino, anzi perfino dentro di noi. La nostra vita assieme a Lui può essere completamente trasformata in meglio. E’ così per tutti e tutti lo devono sapere!
Invece presto mi resi conto che non potevo urlarlo come avrei voluto. Mi avrebbero preso per una fanatica che vuole evangelizzare e convincere le persone di argomenti di cui molto spesso, nel quotidiano, non si parla nemmeno di sfuggita. E poi, se devo essere sincera, ho sempre pensato, forte anche della mia giovanile esperienza a cercare e cercare e cercare quel “qualcosa” di cui era il mio mondo interiore a sentirne l’esigenza, un mondo che, sentivo fortemente, alla società non era esattamente quello che di me interessava, dicevo, ho sempre pensato che nella nostra società appunto la spiritualità di una persona, proprio perché si trova ad urtare con tanta superficialità e indifferenza tanto a volte da diventare il vero e proprio tabù di questi tempi, è oggetto di argomento talmente delicato e protetto nel profondo, che per affrontarlo c’è bisogno del momento giusto, molto difficile da trovare in questa era così veloce e caotica.
Col tempo ho capito che ciò che conta veramente è dare testimonianza del pensiero di Swami attraverso il comportamento, attraverso il mettere in pratica consapevolmente ciò che abbiamo fatto nostro della Conoscenza. Credo che il rendere testimonianza in questo modo di ciò che per noi ramirici significa Vivere, condurre la propria esistenza nell’Amore Universale senza barriere, senza arrivare, soprattutto in un primo e magari anche in un secondo momento, a parlare apertamente di Dio, sia per noi di Anima Universale di per sé la cosa più difficile, perché vorremmo fare entrare la Magia di Swami nelle vite di tutti immediatamente. E’ però un sacrificio necessario per non rischiare, a parer mio e come diceva il mio prof di religione alle superiori, di entrare come un elefante in una cristalleria, che in questo caso è la spiritualità delle persone e oltretutto è un sacrificio che fa parte della nostra condizione di ramirici coscienzienti. Così non nuociamo alla figura di Roberto, dando agli altri la sensazione di non essere seguaci di uno stregone, ma di un Vero e Proprio e Grandissimo quanto Immenso Maestro spirituale.
Scritto da ananda
2 aprile 2008 22.40
Caro Robix ti ringrazio per aver arricchito la tua testimonianza facendoci comprendere meglio certe situazioni drammatiche.A presto. Pace e bene.
Scritto da Alida
8 aprile 2008 14.04
Fra noi di Anima Universale è facile parlare di Dio. Ho imparato a conoscere la Verità attraverso la Conoscenza che Swami Roberto ci dona con tanto Amore e ho imparato anche con i Suoi insegnamenti a parlare a DIO. Lo sento dentro di me come un fuoco che vuole espandersi. E' così bello parlarne che a volte non faccio caso con chi parlo e vengo passata per una che frequenta una setta. Adesso sono cosciente che DIO esiste che è dentro di me, che Lo respiro e Lo esprimo se vivo con rettitudine e Amore.Questa mia consapevolezza non può che scontrarsi con chi pensa a un DIO lontano irraggiungibile e misterioso. E' difficile parlare di DIO con chi la pensa completamente in modo diverso. Io ero pronta ad accogliere il Pensiero e la Verità. Penso che si potrà parlare di DIO con quelle persone che sono pronte ad accettare la Verità e sono stanche di tanti misteri come lo ero io. Che Swami Roberto ci benedica, ci guidi, ci illumuni e ci tenga sempre uniti per essere UNO in LUI. Grazie Maestro Alida
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