giovedì 9 luglio 2009

Perdonare significa dimenticare?

Sul web circolano dei video molto accattivanti, con belle musiche e foto, dove tra l’altro si dice che per perdonare occorre saper dimenticare.

Questo modo di ragionare (dimenticare?) corrisponde realmente all’insegnamento di Gesù?

28 commenti:

rox ha detto...

Secondo me, bisogna consapevolmente perdonare, ma non dimenticare. Se ci si dimentica di quanto viene vissuto in un determinato momento o periodo è come se fosse stato inutile quell'accadimento e sappiamo bene che invece niente è inutile!

Sofia ha detto...

per perdonare non serve dimenticare.... Riuscire a perdonare ed andare oltre all'esperienza negativa fatta è molto importante e a volte faticoso ma in ogni caso giusto.
Trovo altrettanto importante non dimenticare in quanto sono proprio le esperienze significative, belle o brutte che siano, che ci fanno crescere ....
Un abbraccio a tutti

cristina ha detto...

Perdonare si , dimenticare il male ricevuto, però non ti fa far tesoro dell'esperienza. Può essere utile anche per noi, ricordare il male che abbiamo ricevuto per capire che non è giusto farlo ad altri o per saperci difendere nell' eventuali riproporsi degli eventi.Conoscere e conoscerci..
pace e bene.

eric ha detto...

Contando che molte volte dobbiamo anche perdonare noi stessi...come potremmo evitare di ri-cadere nello stesso errore se dimenticassimo tutto?
Ogni azione fatta o subita lascia comunque una traccia nelle nostre vite, il Perdono è l'arma potentissima che che ci fa andare avanti e ci permette di...vedere oltre!

Mitakuye Oyasin

Valeria S. ha detto...

La foto che hai messo in questo post, Awesmore, mi ha portato alla mente l’appellativo “Alunni di Cristo” usato da Swami ultimamente al Darshan quando ci dona gli insegnamenti, la Conoscenza.
Alla domanda “Questo modo di ragionare (dimenticare) corrisponde realmente all’insegnamento di Gesù?” rispondo secondo me no. Cristo ci dimostra il Potere del Perdono verso quella parte di umanità che l’ha messo in croce per ignoranza spirituale (allora come adesso non scegliendo la via del pentimento) ed è proprio perché non ha dimenticato che dà a chi ha orecchie per intendere la possibilità di rinascere. I ragionamenti umani non rasentano neppure lontanamente la grandezza che contiene un’azione Divina come il Perdono. Altro che dimenticare. Dimenticare penso sia una congettura di comodo per l’essere umano quando pone le azioni che compie su un piano legato alle emozioni. Secondo me l’Amore che ci insegna Cristo va molto più in là di un’azione emozionale. Per quello che ho capito Perdonare è Amare come Cristo insegna, allora come oggi, per questo sono fiera di essere Cristiana Ramirica, Alunna di Cristo.

Valeria S.

Alice ha detto...

Un proverbio cinese dice
"Lo sciocco non perdona e non dimentica.
L'ingenuo perdona e dimentica.
Il saggio perdona ma non dimentica"

Condivido pienamente la terza possibilità perchè mi dona la
possibilità di fortificarmi in quanto oltre a spezzare le
catene dell'odio, che mi incita alla vendetta, il torto
subito sarà un cattivo esempio da NON imitare.
Purtroppo constato giorno dopo giorno che sono sempre piu'
coloro che si rispecchiano nella prima possibilità,
condannando senza attenuanti... mentre molti altri
preferiscono rimuovere dalla loro memoria il danno subito
perchè sono ancora persone deboli, in quanto il
ricordo dell'offesa ricevuta riaccenderebbe pensieri,
tensioni e angosce che inevitabilmente provocherebbero un
sentimento di dolore, che forse non sono ancora in grado di
sopportare.

Rue ha detto...

Perdonare ma non dimenticare ci porta ad essere sicuramente persone migliori per noi e per gli altri, avendo davanti agli occhi sempre quello che non vogliamo essere.

saibhajans ha detto...

perdonare e' un dono ,un atto d'amore,non dimenticare perche' non si faccia agli altri cio' che non vorremmo fosse fatto a noi o cio' che viene fatto a noi

Anonimo ha detto...

Chi ha subito violenze fisiche e psiche è difficile che dimentichi il male subito. Rimangono dentro e fuori di te segni indelebili………
Forse il tempo, tuo unico compagno di vita, riesce a lenire il tuo dolore subito gratuitamente….Non è facile “perdonare” per chi ha subito o per chi continua a subire le cattiverie degli altri, anche perché molto spesso non ti spieghi il perché tutto ciò accade proprio a te!!! A te che in quei momenti ti senti piccolo e indifeso.
L’unico forse che ha la forza del “Perdono” è l’innocenza di un bambino” che pur di averti vicino fa di tutto pur di non essere abbandonato da te!!!
Vive dietro la tua ombra è capace di perdonare sempre, perché indifeso nelle grinfie di un mostro che non ha pace.
Tu piccola creatura innocente aspetti che tutto al più presto passi e che qualcuno prima o poi ti porga una mano per salvarti …
“Perdonare” …. parola facile da pronunciare da molti
“Perdonare” …. parola magica che solo il tempo accompagnato dalla fiducia che hai negli insegnamenti di un “Uomo di Pace” può aiutarti a pronunciare.
Un “Uomo di Pace” che ti porge la mano con Amore e che ti rispetti veramente per quello che sei e Tu piccola creatura indifesa ti lasci afferrare e ti lasci condurre verso una vita migliore perché fiducioso di quel gesto di pace.
Con il tuo aiuto Swami sono certo che ci riuscirò...
Grazie!!!

Valeria S. ha detto...

Caro Anonimo non sei più tra le grinfie di nessuno, sei tra le braccia di Swami. Ora che hai afferrato con fiducia la Sua mano le ferite non saranno più così indelebili, anche quelle più inconsce. L’infanzia non dovrebbe mai essere violata ma tutto ciò accade come accadono molte altre ingiustizie. E’ una realtà che non si può dimenticare ma che si può perdonare, veramente credimi e sono sicura che ci riuscirai anche tu.
Valeria S.

Lara ha detto...

Caro Anonimo,

è veramente doloroso leggere la tua esperienza, soprattutto perchè si è "abituati", e purtroppo è il caso veramente di usare questa parola, per la frequenza di queste notizie, ad ascoltare notizie al telegiornale di violenze sui minori, e ci si chiede sempre che orrore vivono e come lo vivono quegli esseri indifesi, ma non lo si capisce mai fino in fondo e non lo si può capire mai. Si resta però fortemente e ripeto, dolorosamente colpiti, a sentirne il racconto da una persona che ha vissuto questi orrori nell'infanzia. Per essere sincera fino in fondo, mi sono sentita per un attimo catapultata nell'angoscia disperata, ma allo stesso tempo non priva di speranza, che penso solo un bambino innocente e "in balia", nel bene e nel male, degli adulti riesca a provare. Ma ho sentito subito dopo la capacità nuovamente di "respirare", di uscire con la testa là dove c'è ossigeno, là dove usi le parole riferite a Swami "Uomo di Pace", che è come lo vivi tu, dopo tanta sofferenza, quella Pace che può curare tanta sofferenza e che il Perdono porta nella propria vita, Perdono per chi ci ha fatto del male sì, ma anche perdono per sè stessi, per chi ci circonda, per tutto e per tutti. Il Perdono che ti porta su in alto, al di là di ogni cattiveria e meschinità, verso il mare della Pace.
Credimi, è un messaggio forte e importate che dai e che puoi continuare a dare, a tutti, perchè ci si dimentica non proprio dell'importanza del perdono, ma di che sensazioni dà, e sono queste sensazioni che ci possono aiutare a desiderare con tutti noi stessi la Pace del Perdono.

Grazie.

Anonimo ha detto...

Penso che tutti Voi di Anima Universale siate persone meravigliose, è questo, frutto dei buoni insegnamenti di un grande “Maestro di Vita”, dove prima o poi giungono a “Lui” i gioielli più raffinati capaci di irradiare la sua “Luce” oltre ogni più ostile oscurità.
Grazie a tutti Voi.

virginia ha detto...

caro anonimo quell'Uomo di Pace, il nostro Maestro, ha saputo curare le nostre ferite, ha colmato di gioia, di amore, di pace i nostri dolori, le ingiustizie, gli orrori.Ha fatto sentire ognuno di noi una persona speciale. Mi piacerebbe che tu potessi leggere il capitolo "MaliziosaMente" a pag. 270, del libro "Ascltando il Maestro" vol. 2° Un abbraccio

Mattea ha detto...

Forse prima di conoscere i Maestro non so se perdonavo, penso che accettavo con rassegnazione cose che non potevo cambiare, ma ora con la conoscenza e con l'aiuto spirituale di Swami Roberto tutto ho imparato ed ora prima ho perdonato me stessa e poi anche chi non mi dava il rispetto che pensavo mi fosse dovuto. Ho imparato a perdonare amare e non dimenticare il bello e il brutto che la vita ti dona perchè ogni cosa si deve accettare e poi Restituire. Grazie Maestro per come mi sento ora in pace con me stessa e con gli altri senza Dimenticare.

Heaven ha detto...

L'uomo, o donna, che vice in società si da delle regole. Queste servono per far in modo che la società viva al di la del tempo.
I torti o i reati sono puniti dalla legge e a questa biosogna affidarsi, perchè sia compensato il torto sociale. Il perdono è energia personale: solo di chi ha subito.
Ma non ha necessariamente valenza religiosa. Può perdonare, illuministicamente, chi ha compreso il perchè dell'atto. Può perdonare chi, con umana compassione, sente il disagio di chi ha commesso il contrario.
Non si deve dimenticare. Non per pregiudicare i rapporti, ma per prevenire i fatti futuri. Scioccamnete potremmo dire che l'uomo ha ricordo che il fuoco fa male, ma non ha la percezione del dolore.
Il ricordo è bagaglio per migliorare i rapporti con il prossimo.

Luciana ha detto...

Anch'io sono d'accordo che è giusto perdonare ma non dimenticare,quella sofferenza che provo dentro di me nel momento nel quale ho ricevuto l'offesa mi porta a dire no,non voglio che altri ricevano da me questo male.
Penso anche che questa esperienza non sia capitata a caso nella mia vita,ma devo fermarmi un attimo per riflettere del perchè "proprio a me",certamente per
diventarne consapevole, per comprenderla appieno, era qualcosa che forse mi mancava o comunque e sicuramente mi aiuterà a crescere se vorrò affrontarla
con maturità rendendomi conto che non sono solo le altre persone a sbagliare.
E' giusto quindi perdonare e non portare odio e rancore (che non fanno altro che abbruttirci) ma è giusto tenere ben viva nella memoria l'esperienza subita per trasformarla e se non è successa a caso
"restituirla"per purificare i nostri atteggiamenti sbagliati del passato.

Aldo ha detto...

Credo, che si perdoni chi comunque si sia pentito del male causato.
Ma non credo che si possa perdonare, chi invece persevera nel male.
In questo caso non dico che possiamo giudicarlo fino in fondo, ma di certo possiamo prendere atto del male che fa.
E possiamo riflettere sull'insegnamento di Swami in riferimento al peccato, cioé il peccato più grande è fondamentalmente il male che l'uomo fa a se stesso, e di conseguenza al prossimo.

Fabio ha detto...

Credo che perdonare chi ti ha fatto il male sia molto importante, come anche perdonare noi stessi per delle azioni sbagliate che possiamo aver fatto.
"Dimenticare" forse non è un termine esatto, nel senso che anche se lo volessimo come si fa a dimenticare ? Oltre che sbagliato non credo sia possibile.
Ma credo anche che sarebbe bello che oltre a perdonare e perdonarci fossimo in grado di tornare amici come si era prima di qualsiasi fatto che ci ha poi indotto a perdonare o perdonarci.
Scusate il gioco di parole, spero di non essere frainteso.

Un saluto a tutti.

Anonimo ha detto...

Mi ha colpito la profondità dell'amore di Swami Roberto quando un giorno mi disse: "Io non perdono mai. Non ho nulla da perdonare perchè non voglio attribuire colpe alcune a chi mi fa del male. Lascio al Padre mio che è nei cieli il compito di giudicare le situazioni e di preoccuparsi di quanti mi hanno fatto soffrire".

Anonimo ha detto...

In questo luogo infernanle tutti noi abbiamo da farci perdonare qualcosa, di piccolo o di grande.
Non perdonare, nel senso comune del termine, vuol dire vivere con l'angoscia della vendetta,vale a dire: non vivere.
Perdonare significa capire le difficoltà e l'ignoranza di chi commette il torto, pertanto fare grandi passi in avanti verso l'alto.
ciao Fernando

Anonimo ha detto...

Ciao. Scusate il tanto tempo passato, ma volevo rngraziare per le risposte cortesi e dire che ho fatto come avete detto ho dato il 5% a Padre Fulgenzio. Sono contento perchè ho visto su Youtube molti video su Roberto ma finalmente mi piacerebbe sentire una sua predica, perchè io non mi posso spostare da casa. Gigi e il suo cane. Forlì

Valeria S. ha detto...

Ciao Gigi e il tuo cane di Forlì, volevo farti sapere che mi spiace tu non ti possa spostare come voresti ma prima o poi se ci dovrai essere ci sarai quindi non preoccuparti. Mi permetti una precisazione riguardo un tuo concetto espresso? Nulla di personale ci mancherebbe ma per me che conosco la realtà di Anima Universale da tempo è importante chiarire quello che potrebbe sembrare un piccolo dettaglio, una semplice parola.Gli incontri con Swami Roberto non sono "prediche".
Significato dal dizionario della parola PREDICA "Discorso che il sacerdote rivolge ai fedeli dal pulpito o dall'altare su argomenti ispirati dalla sacra scrittura: fare la p.; ascoltare la p."
Vedi Gigi, Swami Roberto è un Maestro e non ha pulpito o altari. I Suoi insegnamenti non sono prediche ma "Conoscenza",se verrai ad ascoltarlo ti renderai conto che il Suo unico vero altare sono i nostri cuori. Ciao carissimo.
Buona settimana. Valeria S.

awesmore ha detto...

Ciao Gigi.
Grazie per aver aiutato con la tua firma del 5x1000 un’opera straordinaria: il Villaggio della Gioia di padre Fulgenzio Cortesi in Tanzania.
Se vuoi far conoscere anche tu il Villaggio della Gioia ai tuoi amici, puoi diffondere l’indirizzo del sito web ufficiale: www.ilvillaggiodellagioia.it.

A Valeria S. vorrei dire che la tua risposta a Gigi (che non conosco. Forse lo conosci tu?) mi sembra un tantino eccessiva nell’enfasi e non precisa.
Tutti possono constatare che nelle chiese di Anima Universale gli altari ci sono eccome! Swami Roberto parla dall’altare, ovvero dal luogo sacro nel quale si celebrano i sacramenti della nostra Chiesa.
La parola “predica” si usa correntemente in relazione a discorsi pubblici fatti anche da non sacerdoti. Per esempio Gandhi predicava la non-violenza. Martin Luther King predicava la fratellanza, non solo nelle chiese, ma anche nelle piazze!
E tutti sanno che Giovanni Battista fu un grande predicatore (il primo del Nuovo Testamento): non era un sacerdote e nemmeno aveva un altare, visto che parlava in mezzo al deserto.
Se proprio vogliamo entrare nei dettagli linguistici, saprai certamente che il verbo “predicare” (da cui la parola “predica”) deriva dal latino PRAE (innanzi) e DICÀRE (manifestare con parole, esporre) proprio come fa Swami innanzi a chi lo ascolta.
Anche la “Conoscenza” infatti va manifestata, annunciata in pubblico, (quindi predicata), altrimenti nessuno la potrebbe ascoltare.

Valeria S. non volermene se ti ho fatto benevolmente la “predica” :)))

Valeria S. ha detto...

Ciao Awesmore, non ne combino mai una giusta :)) E' vero un pò di enfasi nella risposta l'ho avuta ma solo perchè pensavo che la parola "predica" (vissuta come nella mia realtà passata) sminuisse Swami ma dopo aver letto la tua spiegazione ho capito. Pertanto chiedo scusa a Gigi (che non conosco personalmente)per il mio intervento approssimativo e impreciso. Awesmore ti saluto con una bella notizia, anche io ho destinato quest'anno il 5x1000 al Villaggio della Gioia di Padre Fulgenzio Cortesi in Tanzania.
Valeria S.

awesmore ha detto...

Evviva, Valeria!
Quello che conta, alla fine dei nostri ragionamenti, è che con il 5x1000 abbiamo donato un sorriso ai bimbi orfani di padre Fulgenzio.
E per il prossimo anno passate parola :)))

Anonimo ha detto...

Da alcuni anni anch'io do il 5x1000 a don Fulgenzio: la sua opera è davvero grande e penso sia bene sostenerla anche con la preghiera.
Ricordo quando abbiamo avuto l'onore e il privilegio di avere don Fulgenzio con noi. E'stata un'esperienza stupenda come è stupendo lui.
Awesmore, tu che ami le etimologie...non trovi che Fulgenzio sia un bel nome? Ciao

Anonimo ha detto...

Perche non:)

Daniele Barbarotto ha detto...

Perdonare non equivale a dimenticare. Possiamo cercare di dimenticare, ma non è detto che ci si riesca. Come si fa a cancellare i ricordi? Però possiamo certamente evitare di rimuginare. Quando compaiono i pensieri legati a torti patiti, possiamo chiedere a Dio di benedire il nostro offensore. Possiamo lodare e ringraziare il Signore, perché ci mette alla prova e noi possiamo renderci conto dei progressi che facciamo con la Sua divina Grazia. Chi ci fa del male in genere è una persona che ha bisogno di aiuto. Soprattutto di aiuto spirituale. E allora, se ci viene in mente qualcuno che ci ha urtati o danneggiati, lasciamo perdere ogni risentimento e benediciamo questa persona. Il perdono che concediamo agli altri ci farà stare meglio. Però ricordiamoci di perdonare anche a noi stessi. Perdonare se stessi è probabilmente la cosa più difficile. Con l'aiuto di Dio, riusciremo a fare progressi nell'arte del perdono. Imparare a perdonare è come imparare a camminare. Provando e riprovando, alla fine impariamo. Possiamo arrivare al punto in cui perdonare ci riuscirà come una cosa naturale. Che bello il giorno in cui perdoneremo facilmente come facilmente respiriamo! Quel giorno un bel pezzo di paradiso sarà sceso sulla terra!

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